Cosa fare se la mia richiesta di prestito auto viene rifiutata?

  • 26 Novembre 2021
  • admin
  • Nessun commento

In questa guida vedremo nel dettaglio le situazioni in cui è possibile che la nostra richiesta di un prestito auto venga rifiutata. Non è così difficile infatti vedere la propria richiesta rifiutata soprattutto in alcune istituzioni e in alcune circostanze particolari. È uno scenario che si potrebbe certamente verificare, dato che in certi casi una banca o un istituto di credito potrebbe scegliere di non concedere il finanziamento. In questi casi, è opportuno vedere quali sono le possibilità che sono a disposizione per chi ha ricevuto questo rifiuto e in che modo può comportarsi eventualmente per avanzare richiesta di un finanziamento presso un altro concessionario.

Perché un prestito auto può essere negato? Tutte le casistiche

Ci sono delle motivazioni principali per cui oggi un prestito auto può essere negato al giorno d’oggi. Spesso, tutte queste motivazioni si scoprono solo grazie ad un’analisi delle diverse clausole del contratto del prestito che si possono individuare. Generalmente, si parla di rifiuto nel caso in cui il cliente sia un cattivo pagatore abbia un indebitamento eccessivo ovvero un vero e proprio sovraindebitamento, oppure sia in grado di offrire solo delle scarse garanzie economiche. Se i soggetti richiedenti sono iscritti nell’elenco dei cattivi pagatori, spesso non vengono considerati idonei alla richiesta di un prestito auto.

L’iscrizione all’elenco dei cattivi pagatori rappresenta un problema per chi ha la necessità di richiedere un finanziamento per l’acquisto di una nuova auto. In questo caso, la propria situazione economica e la propria affidabilità creditizia non sono considerate sufficienti da parte di banche e finanziarie che concedono questi finanziamenti. Allo stesso tempo, anche se si ha un buon contratto di lavoro, ma una busta paga che non è considerata sufficiente, potremmo vedere negata la nostra richiesta di prestito auto, in particolare se non si dispone delle giuste garanzie adeguate.

Cosa fare se riceviamo un rifiuto

Se la nostra richiesta di finanziamento è stata rifiutata perché siamo iscritti nella lista dei cattivi pagatori, di solito non ci sono delle soluzioni plausibili se la persona in questione è tacciata come cattivo pagatore. Chi ha un contratto di lavoro dipendente oppure si è dei pensionati, allora si può optare per la richiesta di un prestito con cessione del quinto, ottenendo così il denaro necessario per l’acquisto dell’automobile.

Se il richiedente invece è un lavoratore autonomo o un libero professionista, può richiedere dei prestiti grazie alla dimostrazione di alcune garanzie alternative. Tra queste garanzie troviamo le cambiali oppure la presentazione di un garante. Se abbiamo ricevuto un rifiuto a causa delle entrate mensili, allora potremmo fare domanda per un finanziamento ottenendo degli importi ridotti. In alternativa, occorre aggiungere delle garanzie alternative tra cui firmare un prestito con cambiali oppure ricorrere alla figura di un garante. Il garante è un soggetto che si inserisce nel rapporto di finanziamento e che si fa carico, almeno in parte, del rimborso previsto dal piano di ammortamento del prestito auto. Questo articolo ti aiuta ad approfondire il tema del rifiuto di un prestito per auto.

Tempo consigliato per fare nuova richiesta dopo un rifiuto

È consigliabile richiedere un nuovo finanziamento subito dopo aver ricevuto un rifiuto? A seguito di un rifiuto, di solito tra il momento in cui si riceve un rifiuto per un finanziamento auto e la richiesta di un nuovo finanziamento deve trascorrere un periodo di tempo di almeno 30 giorni rispetto alla richiesta fatta in precedenza. Occorre firmare una liberatoria, vale a dire un certificato che permette alle banche o alle finanziarie di effettuare una rivalutazione sulla situazione del soggetto richiedente. Grazie alla liberatoria, il richiedente può avere l’opportunità di vedere accettata la propria richiesta di finanziamento. In questo caso la prima domanda di prestito deve essere però respinta o ritirata. Se non passano almeno questi 30 giorni la nuova richiesta verrebbe rifiutata d’ufficio.