Alcune domande frequenti sui prestiti cambializzati

  • 21 Dicembre 2021
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I prestiti cambializzati sono delle forme di credito che fanno uso della cambiale come rate per il rimborso della somma di denaro che viene richiesta in prestito. Questo vuol dire quindi che ciò significa che al posto di pagare con il bollettino postale i pagamenti nel proprio conto corrente, si fa uso del documento cartaceo in cui viene indicata la somma di denaro da pagare. Quando viene stipulato il finanziamento, la cambiale rappresenta il pegno da offrire come garanzia per effettuare il rimborso dell’importo di denaro che viene richiesto in prestito. In caso di insolvenza, la cambiale rappresenta quindi un titolo esecutivo e l’agenzia può quindi rivalersi sui beni che avete presentato come garanzia per il rimborso stesso. In questa guida puoi trovare delle informazioni molto utili sui prestiti cambializzati e anche alcune delle domande più frequenti riguardo a questi tipi di prestiti.

Quali sono le caratteristiche generali di un prestito cambializzato?

Il prestito cambializzato è un finanziamento che prevede un rimborso attraverso delle cambiali, ovvero dei titoli esecutivi che sono destinati anche ai soggetti senza busta paga e disoccupati, a patto che possono godere di un’entrata fissa e stabile, anche se non è certificata. Sono inoltre dei prestiti ai quali possono accedere tra gli altri anche i soggetti che sono segnalati al Crif come cattivi pagatori a causa di disguidi finanziari avuti in passato.

Questi prestiti prevedono spesso delle tempistiche di erogazione che sono molto veloci e ridotte rispetto a quelle previste per altre tipologie di finanziamenti, dal momento che non prevedono le pratiche burocratiche previste per i prestiti di tipo tradizionale.

Come funziona il rimborso con cambiali?

La finanziaria si incarica dell’invio della cambiale alla banca del soggetto che fa domanda del finanziamento e che deve provvedere quindi al suo rimborso, richiedendone il pagamento. La banca contatta così il debitore, che non deve però richiedere una specifica autorizzazione per l’addebito sul suo conto corrente, dato che la cambiale costituisce già un titolo esecutivo e l’istituto bancario è quindi obbligato a prelevare le mensilità previste per il rimborso del prestito nei tempi indicati. Se nel conto corrente non è presente la liquidità necessaria per effettuare il pagamento delle rate mensili, allora la cambiale appare scoperta e dal quel momento si attiva una pratica di recupero del credito attraverso una leva sui beni che vengono presentati come garanzia per poter richiedere il prestito.

Come pagare la cambiale?

Considera che nella maggior parte dei casi coloro che devono rimborsare le date di rimborso di un prestito cambializzato provvedono al loro pagamento direttamente dal proprio conto corrente. La banca riceve così il mandato della cambiale e non implica un preciso obbligo di autorizzazione per prelevare il denaro. Le cambiali rappresentano quindi le rate mensili e fingono da forma di pagamento e di garanzia per la società finanziaria che mette a disposizione il prestito. Inoltre, la somma di denaro concessa in prestito viene erogata in modo totale e gli importi da rimborsare vengono dilazionati secondo uno specifico piano di ammortamento che viene studiato e messo a punto sulla situazione finanziaria del soggetto richiedente.

Qual è la documentazione utile da presentare per l’accesso?

Chi desidera accedere ai prestiti con cambiali deve presentare degli specifici documenti utili per l’accesso al credito da dimostrare alle agenzie finanziarie eroganti. Di solito si tratta di una documentazione abbastanza semplice da presentare che non prevede l’obbligo di svolgere delle attività lavorative certificate. Le finanziarie che concedono questi prestiti analizzano spesso anche altre entrate economiche non tradizionali. La principale documentazione da presentare per l’accesso ai prestiti cambializzati prevede:

  • un documento di identità in corso di validità;
  • il proprio codice fiscale o la tessera sanitaria;
  • un contratto di lavoro o un’entrata fissa dimostrabile;
  • un certificato di reddito per soggetti che non percepiscono una busta paga.

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